mercoledì 16 febbraio 2011

Ventisette.

Trattengo il respiro a stento
violo il confine del silenzio
violento palpitare di sangue
in labirintiche arterie

fisso la vita di fronte,
nel vetroargento,
scorrevole flusso
tra unghie, falange epidermide scivolare.

Ho strappato sottopelle i demoni.

Hai posato un astro
sulla mia fronte nuda
ora cammino senza paura
tra gli isterici sguardi
poso passo su passo
su insicure strade scure.
Hai spogliato il dolore.

Ho donato l'anima
e sposato la tua carne.

Francesco Pacchiotti
Luca G. Negro

lunedì 14 febbraio 2011

ventisei.



Mangia la carne dei figli
sazia il peccato nel sangue.

Ma non dimenticare il fiore,
di sangue dipinto, nel sangue immortale

Taglia tritura sbrandella con denti
Di orrori di odori di terrori
Nascosti nell'angolo buio della testa
Ogni alba di pensieri lucenti
In sguardi abissali, in occhio animale
nel crepuscolare gemido del giorno,
romantica attesa della notte
per fuggire, verso quale deserto?

Vola e non toccare nulla
E ciò che tocchi distruggi
Sei nato nella tua pena
E ora fuggi nel caldo
Scuro della notte

Buio tu sei la tua fortuna
Nascosto in ciò che celi
Accogli nel tuo ventre
Solo i raggi taglienti della luna

Resta composto, ritto fusto di legno
al tavolo del favoloso banchetto
tra Vuoto e Paura.

Non fermarmi, attraverserò
Dannate, ignote immensità.


Luca G. Negro
Francesco Pacchiotti

giovedì 10 febbraio 2011

Venticinque.

Tramandiamo questi sogni,
perché muoiano, e nascano i frutti
dell'albero della prole.
Riduciamo in rovina il monte,
bruciamo gli dei,
poiché siamo eroi
di nuova luna
di nuovo sole
una luce fredda che trapassa
illuminazione terrifica e ora
di nuovo solo
qui non c'è nessuno
sono solo parole
io non esisto
io non esite
io è altro è limpido
nella fonte, nel ventre del mondo,
re di vergogna, principe del falso
uccidilo con freddezza
sarai assassino di te stesso
tua unica salvezza.

Luca G. Negro
Francesco Pacchiotti

martedì 30 novembre 2010

Ventiquattro.

Uomini di ogni terra
superstiti nudi e primitivi
danzano in cerchio
attorno al grande albero.

Raggi di luce li toccano
passando tra labirinti
di foglie verdi di vita
si perdono
al canto e nel sudore
le urla del corpo,
il gemito che vive nel fiore
li libera.
Noi danziamo nella magica
orgia di membra e gambe.
Noi cantiamo un sogno
di simbiosi col ventre della terra.

Noi siamo vivi.

Francesco Pacchiotti
Luca G. Negro

mercoledì 13 ottobre 2010

Ventitre.



In celle bianche di cemento
consumiamo le suole di scarpe-menti
tenendo il tempo di marce di spilli
cucendo pensieri a dolore pulsante

Raggruppati in cerchio
a capo chino, sguardo alla terra
raccogliendo nelle ematiche mani
sole speranze sorde di neve
che copre, zittisce, acceca

Macchine di non pensieri
gridiamo isterici schermo-immagini
piangendodentro per qualcosa
perso nella lontanissima alba
tra carne ossa muscoli elettrici
che un tempo erano uomo


Francesco Pacchiotti
Luca Giovanni Negro

Ventidue.



Con la punta di scura pupilla
la dipingo nuda e persa
nell'immensa notte della tela nera
inconsapevole preda del mio sguardo
la imprigiono nell'ardente silenzio
di un desiderio tessuto con fili
di agili simmetrici palpiti

Non ha ombre sulle labbra
non più lacrime
sopra luoghi di pietra nera abbandona
la veste del finto simposio, la
semplicità del non colore

Su lunghi capelli sciolti
brucia una fiamma eterna
che porto segreta
in ogni notte dolce
e tremenda


Francesco Pacchiotti
Luca Giovanni Negro

martedì 5 ottobre 2010

Ventuno.



Tossiremo immagini
di malata bellezza
addormentandoci su
labirintiche stanchezze
celando il lascivo
sentimento della muta,
ombra e impronta sulla rena selvaggia

Eppure sentiamo pensieri ribelli
crepare gli spessi muri dei templi
Sentiamo la voce fresca dei boschi
corrodere orecchie a forza sorde
Sentiamo la vita gridare
in una lacrima
e morire su nero asfalto

Dormire sulle spoglie della battaglia
ogni notte, abbiamo bruciato il sangue,
mediocri eroi sottomessi
illuminati da luce di neon
sopra carte sudate, stringono
tra mani sporche il finto alloro


Francesco Pacchiotti

Luca Giovanni Negro